Argomento 2 Analisi dei dilemmi correlati al lavoro

IL «METODO DELLO STRUZZO»

  • Molti professionisti lottano contro i dilemmi morali nel loro campo di lavoro. Spesso si tratta di una lotta solitaria e il risultato è che a volte preferiscono «mettere la testa sotto la sabbia» per non vedere i problemi.
  • Il «Metodo dello Struzzo» è una strategia con cui i professionisti si impegnano in una conversazione sui dilemmi morali che emergono nell’attività lavorativa. Questo metodo si concentra in particolare sui dilemmi morali derivanti dalla crescente diversità di valori e norme nella nostra società. Nel corso di questa attività, i partecipanti affrontano alcune fasi che mettono alla prova i dilemmi rispetto al contesto più ampio dell’organizzazione e della società.

Un dilemma viene presentato al gruppo che viene invitato a riflettere su:

  • Cosa rende il problema un dilemma?
  • Quali sono i diversi punti di vista, chi sono gli attori coinvolti?
  • Cosa dicono le regole organizzative e la legislazione in materia?
  • Quali sono le possibili reazioni e qual è la risposta più appropriata?
  • Cosa serve per mettere in pratica le azioni identificate?
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COME ORGANIZZARE UNA SESSIONE DI ANALISI DEI DILEMMI MORALI:

  • Viene chiesto ai partecipanti di portare un dilemma morale che si sono trovati ad affrontare.
  • I diversi casi verranno discussi all’interno di sottogruppi.

Fase 1) Dibattito

Ai partecipanti viene chiesto di discutere brevemente dei dilemmi morali portati. Riflettono sui loro principi, valori e norme e condividono la loro prospettiva personale sul dilemma morale. In questo modo, cresce la comprensione di cosa siano i dilemmi morali e di come ognuno possa agire in modo diverso nello stesso dilemma a causa del proprio quadro di riferimento personale.

In questa fase i partecipanti compilano anche le “carte del dilemma”.

  • Descrivere la situazione
  • Descrivere il dilemma
  • Quale è stata la reazione
  • Quali le emozioni

Fase 2) Inquadramento

Ai partecipanti viene chiesto di trascendere il loro quadro di riferimento personale e guardare ai dilemmi morali da una prospettiva più ampia di organizzazione e di società. In questo modo, diventano più consapevoli del contesto dei dilemmi morali e ne tracciano la mappa. Inoltre, sono incoraggiati a guardare il dilemma da una prospettiva professionale.

Fase 3) Azione

I partecipanti utilizzano le conoscenze acquisite fino a quel momento per elaborare una chiara linea d’azione e le relative operazioni per affrontare il dilemma morale che è stato discusso.

Fase 4) Presentazione (facoltativa)

E’ possibile chiudere la sessione con una presentazione che combini tutte le forme di lavoro in un risultato finale completo.

Fase 5) Riflessione

Riflettere sulla sessione: come è andata? Qual è il valore aggiunto?

  • Durante tutta la sessione, il formatore/la formatrice guiderà la discussione come segue:
  • Passare dal proprio punto di vista  personale a una prospettiva più ampia (organizzazione e società)
  • Proporre una chiara linea d’azione (e le relative pratiche)
  • Presentare i risultati
  • Riflettere sul processo